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16 Dicembre 2025 - News
L’utilizzo delle trappole collanti da parte dei professionisti del Pest Management per il controllo di topi e ratti è una pratica ampiamente diffusa in numerosi contesti, civili, industriali e zootecnici. Le trappole collanti rappresentano infatti uno strumento efficace, ideali in aree sensibili come cucine, magazzini e ambienti produttivi, dove è essenziale contenere le infestazioni e ridurre il rischio di contaminazioni.
Tuttavia, il loro impiego solleva importanti criticità, legate sia all’elevato livello di sofferenza a cui è sottoposto il roditore catturato; sia al rischio di catture accidentali di specie non target soprattutto quando le trappole sono utilizzate senza protezione adeguata o in ambienti esterni.

Negli ultimi anni, queste problematiche hanno portato a una forte presa di coscienza sulle conseguenze negative di un uso improprio delle trappole collanti, spingendo diversi Paesi a limitarne o addirittura vietarne l’utilizzo nel controllo dei roditori.
Sebbene l’Unione Europea non abbia ancora emanato normative o disposizioni a riguardo, in Italia numerose amministrazioni comunali hanno approvato regolamenti che vietano l’uso, la detenzione e la vendita di trappole collanti.
Riteniamo tuttavia che un divieto assoluto di utilizzo di questi dispositivi sia inopportuno: se utilizzate in modo responsabile, controllato e in contesti ben definiti, le piastre collanti possono costituire una risorsa a disposizione dei professionisti della disinfestazione per risolvere problemi specifici, altrimenti difficili da gestire. L’utilizzo delle trappole collanti dovrebbe quindi essere subordinato al verificarsi di determinate condizioni e all’adozione di specifiche misure di mitigazione.
In questo scenario normativo ancora incerto, il nostro team tecnico ha sviluppato un documento basato sull’esperienza operativa sul campo e sull’analisi delle principali criticità riscontrate nell’impiego delle trappole collanti, con l’obiettivo di offrire un contributo positivo al dibattito in corso, presentando una proposta di linee guida per un uso responsabile delle piastre collanti da parte dei professionisti.

1. Temporaneità: le trappole collanti non devono essere usate come sistema di controllo permanente o tecnica di monitoraggio. Queste possono costituire una soluzione di carattere temporaneo, da adottarsi quando le altre tecniche non si rivelano efficaci per la risoluzione di un problema specifico e documentato, non altrimenti risolvibile.

2. Effettiva necessità: il ricorso a questa tecnica deve essere giustificato da una reale necessità. Tale condizione dovrebbe essere documentata attraverso rapporti di monitoraggio dettagliati, che riportino le tecniche già adottate, i risultati ottenuti, le modalità operative e le tempistiche previste, dimostrando come l’impiego delle trappole collanti consenta di ottenere i risultati sperati.

3. Applicazione localizzata: sulla base dei rapporti di monitoraggio devono essere individuate le zone specifiche, ovvero le zone di limitata estensione rispetto all’area complessiva oggetto dell’intervento, in cui l’impiego di questa tecnica risulta indispensabile. Per tutte le restanti aree oggetto dell’intervento dovranno invece essere adottate soluzioni e tecniche alternative.

4. Esclusione delle aree esterne: le trappole collanti devono essere utilizzate esclusivamente nelle aree interne, dove la presenza di specie non bersaglio (rettili, uccelli, chirotteri o altri piccoli mammiferi) non sia stata segnalata.

5. Frequenza dei controlli: devono essere eseguiti controlli frequenti, almeno giornalieri, per ridurre le sofferenze degli animali catturati. I controlli possono essere delegati al personale interno dell’azienda, in presenza di adeguate procedure di emergenza (vedi punto successivo).

6. Procedure di emergenza: al cliente finale o al gestore del sito di intervento vanno fornite indicazioni su come rimuovere eventuali animali non bersaglio catturati, con indicazione di modalità e prodotti da utilizzare.

7. Verifica periodica: la necessità di proseguire con l’uso delle trappole collanti deve essere continuamente oggetto di valutazione nel corso dell’intervento, preferibilmente con cadenza settimanale. Ogni verifica dovrà essere adeguatamente documentata tramite report puntuali e le trappole dovranno essere rimosse non appena vengano meno le condizioni che ne giustificano l’impiego.

8. Uso protetto: una misura fondamentale per mitigare l’impatto sulle specie non bersaglio consiste nel prevedere l’impiego delle trappole collanti solo se adeguatamente protette. In particolare, le trappole dovranno essere utilizzate all’interno di apposite postazioni, in modo da limitare l’accesso a specie più grandi di un topo o di un ratto; oppure collocate in punti accessibili solamente ai roditori oggetto del trattamento.