Allevamenti suinicoli senza mosche: come gestire le infestazioni

06 Ottobre 2025 - News

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Allevamenti suinicoli senza mosche: come gestire le infestazioni

Garantire condizioni di vita adeguate ai suini è essenziale per l’allevatore zootecnico, perché da queste dipende la produttività dell’azienda. Le infestazioni di mosche rappresentano una seria minaccia per il benessere dei suini, potenziali causa di stress e malattie. È, quindi, essenziale adottare buone pratiche igieniche e sistemi di controllo efficaci per mantenere elevato il benessere animale. 

Regolamenti e linee guida per gli allevamenti suinicoli

Il benessere dei suini è un aspetto importante che richiede attenzione costante ed il rispetto di specifiche normative, come il Regolamento CE 852/2004 e successive modifiche, oltre alla messa in pratica di buone pratiche preventive. L’obiettivo è quello di garantire la salute ed il benessere degli animali, senza dimenticare la reddittività del suinicoltore. 

Il sistema di controllo ClassyFarm, sistema informativo per il monitoraggio che caratterizza gli allevamenti in base al rischio, comprende l’Elemento di Verifica 34, ovvero la Lotta agli infestanti. Questo elemento chiede di verificare le azioni volte al controllo di mosche, roditori ed altri parassiti, contribuendo a preservare la salute e la sicurezza dell’allevamento. 

Perché le mosche sono un rischio per i suini?

Negli allevamenti suinicoli le mosche, nella fase giovanile di larve e pupe, si sviluppano nella lettiera. Da adulti, questi insetti entrano a contatto con i suini, diventando potenziali vettori di malattie. Alcune specie, come i tabanidi, possono addirittura arrivare a pungere gli animali e succhiarne il sangue, causando stress e possibili infezioni.  

Una singola mosca depone in media dalle 150 alle 300 uova in lettiera che in 15 giorni diventano adulte. Di conseguenza, da una sola mosca, dopo 15 giorni, nascono fino a 300 mosche adulte. 

Tra le principali malattie veicolate dalle mosche si possono identificare virosi quali la Peste Suina Africana (PSA), la gastroenterite dei suini (TGEV) ed il virus della sindrome riproduttiva e respiratoria del suino (PRRSV) oltre a batteriosi (Salmonella spp., Streptococcus, ecc.), protozoi (Sarcocystis spp., ecc.) e tenie. 

maiali in allevamento con mosche

Gestione e prevenzione delle mosche in suinicoltura

Combinando una corretta gestione della pulizia dell’allevamento suinicolo ed il protocollo di Integrated Pest Management (IPM), è possibile ridurre in maniera significativa la presenza di mosche.

L’IPM è articolato su tre punti e prevede tre tipi di controllo diversi: 

  • Controllo larvicida da eseguirsi sotto i pavimenti a griglia, punto di sviluppo delle larve di mosca, per controllare la proliferazione di questo infestante; 
  • Controllo fisico con trappole a cattura massale per impedire il possibile ingresso di nuovi individui in allevamento; 
  • Controllo chimico: 
    • preventivo, grazie all’utilizzo di formulati specificatamente studiati per il controllo delle mosche e sicuri per i suini, anche in caso di ingestione accidentale; 
    • curativo, con formulati chimici specifici per il controllo delle mosche e utilizzabili in sicurezza all’interno degli allevamenti suinicoli. 

Strategie di controllo e soluzioni per controllare le mosche

Bio-controllo

Per il controllo larvicida delle mosche, l’utilizzo di insetti utili sta trovando sempre di più una maggiore applicazione. Questa metodologia consente di ridurre significativamente il numero delle mosche presenti in allevamento, diminuendo il rischio di malattie e stress nei suini, contribuendo a incrementare la redditività dell’azienda.

Colkim, nella sua Bio-Fab alleva Imenotteri Pteromalidi (Nasonia spp., Muscidifurax spp., ecc.), antagonisti naturali delle mosche, che commercializza come MusciTex e Muscitex Box. Gli imenotteri, assolutamente innocui per i suini, vengono distribuiti ogni 15 giorni in punti specifici (vedi figura 1). Una volta inoculati, vanno a cercare larve e pupe di mosche (anche sotto i pavimenti a griglia) per parassitizzarle, interrompendo così il loro ciclo riproduttivo.  

schema applicazione Muscitex in allevamento suinicolo

Figura 1: punti di applicazione di MusciTex in allevamento suinicolo.

Controllo chimico

Nel controllo chimico preventivo delle mosche, è importante utilizzare prodotti che risultano specificatamente studiati per essere attrattivi per le mosche, innocui per la salute umana, degli animali e dell’ambiente. Tutte queste caratteristiche sono racchiuse in Advion® Mosche, un prodotto biocida sviluppato da Syngenta e commercializzato in esclusiva da Colkim. Il principio attivo presente all’interno di Advion® Mosche, l’idoxacar, si attiva solo all’interno degli insetti, risultando innocuo per i mammiferi. Non risulta soggetto a sostituzione, come già accaduto per i prodotti a base di mancozeb ed offre una garanzia di eliminazione di mosche certificata anche dall’University of Veterinary Medicine Vienna, Austria (vedi figura 2).

Un altro prodotto chimico utile da integrare nei programmi di controllo delle mosche è il Demand® 10 CS, sospensione microincapsulata a base di lambda-cialotrina. È possibile irrorare il prodotto direttamente sulle pareti dell’allevamento, non sono quindi necessari i pannelli cromotropici. Grazie alla tecnologia delle sue microcapsule, Demand® 10 CS, garantisce un controllo degli adulti di mosca per due mesi.  Anche questo prodotto è stato testato in campo dall’University of Veterinary Medicine Vienna, Austria (vedi figura 2). 

grafico istogramma

Figura 2: Risultati di prova svolta da Syngenta in collaborazione con University of Veterinary Medicine Vienna, Austria (Trial numero: PPME23009) 

Nel controllo chimico curativo delle mosche, quando la pressione delle stesse diventa insostenibile, è possibile eseguire dei trattamenti adulticidi spaziali, sia in area esterna che in area interna. Cymina Plus è la risposta a queste necessità. Prodotto sviluppato nei laboratori di Colkim, presenta il corretto dosaggio tra cipermetrina e tetrametrina per garantire, oltre ad un elevato potere snidante e abbattente, una buona fotostabilità. 

06 Ottobre 2025 - News

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