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31 Luglio 2025 - News
Le zanzare non sono solo un fastidio estivo: rappresentano un rischio sanitario reale, essendo vettori di malattie infettive come la febbre West Nile (West Nile Virus – WNV), la Dengue e la Chikungunya, con segnalazioni di casi autoctoni in Italia. Queste malattie sono trasmesse da diverse specie di zanzare, tra cui il genere Culex per la WNV e altre specie invasive, come Aedes albopictus e Aedes aegypti, per Dengue e Chikungunya.
Il virus del Nilo Occidentale (West Nile Virus – WNV) è un virus a RNA appartenente alla famiglia Flaviviridae, genere Flavivirus, e fa parte del gruppo di virus responsabili di diverse arbovirosi rilevanti per la salute pubblica. Le arbovirosi sono malattie virali trasmesse da artropodi ematofagi, tra cui zanzare e zecche, che oggi rappresentano una minaccia crescente a causa del cambiamento climatico e della maggiore movimentazione di persone e merci a livello globale.
La trasmissione del West Nile Virus avviene principalmente tramite la puntura di zanzare infette del genere Culex, in particolare Culex pipiens, specie autoctona e ampiamente diffusa in Italia. Gli uccelli selvatici, soprattutto passeriformi e corvidi, agiscono da serbatoi naturali del virus e come ospiti amplificatori, mantenendo attivo il ciclo di trasmissione del virus nella popolazione aviaria.
Gli esseri umani e i cavalli, pur potendo contrarre l’infezione in seguito alla puntura di zanzare infette, sono definiti ospiti terminali o a fondo cieco, poiché sviluppano una viremia troppo bassa per sostenere ulteriori cicli di trasmissione attraverso le zanzare vettori.
Per la prevenzione e il controllo del West Nile Virus, la strategia più efficace si basa su interventi integrati di lotta larvicida e adulticida, finalizzati alla riduzione delle popolazioni di adulti di Culex nelle aree urbane e priurbane, in particolare nelle zone di raccolta e ristagno d’acqua.

Le azioni preventive sono fondamentali per contrastare la diffusione delle zanzare, limitando tutte quelle situazioni che facilitano la riproduzione della specie.
In ambito privato è decisiva la collaborazione della cittadinanza, che deve essere coinvolta e sensibilizzata sulle corrette pratiche di igiene ambientale.
L’individuazione e la rimozione dei siti di riproduzione delle larve di zanzara è il primo passo per la prevenzione:
Un aspetto fondamentale rimane la sorveglianza e il monitoraggio delle arbovirosi nel territorio, che permette alle Aziende Sanitarie Locali (ASL) e ai Comuni di attivare interventi mirati per contrastare la possibile diffusione delle infezioni e valutarne l’efficacia.
L’uso di larvicidi è un trattamento efficace e a basso impatto ambientale nella lotta alle zanzare. Due soluzioni efficaci:
Gli oli siliconici non sono classificati come biocidi e non necessitano di registrazione presso il Ministero della Salute per l’impiego larvicida, rappresentando così uno strumento particolarmente versatile e sicuro in ambito urbano.

Quando la popolazione adulta di zanzare è elevata o vi è accertata circolazione virale, è necessario intervenire con adulticidi:
L’integrazione di trattamenti larvicidi e adulticidi, associati a un monitoraggio entomologico accurato, rappresenta la strategia più efficace per ridurre il rischio di trasmissione del West Nile Virus, limitando la popolazione vettoriale e tutelando la salute pubblica anche nei confronti di altre arbovirosi emergenti.