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31 Agosto 2026 - Eventi
In occasione della 9ª Giornata della Suinicoltura in programma il 14 ottobre 2026 a Verona abbiamo organizzato, insieme al nostro partner Syngenta, un workshop tecnico intitolato “Biosicurezza in allevamento: mosche, roditori e performance dei suini”. In quest’occasione approfondiremo strategie efficaci e sostenibili per il controllo degli infestanti negli allevamenti suinicoli senza tralasciare il benessere animale ed il miglioramento delle performance produttive.
Mosche e roditori rappresentano una delle principali sfide per la biosicurezza in allevamento. La presenza di questi infestanti non deve essere considerata un problema da affrontare esclusivamente quando si manifesta in modo evidente con interventi correttivi o di emergenza, bensì un rischio permanente che richiede un’attenta attività di valutazione, monitoraggio e gestione continua. In questo modo, il Pest Management diventa parte integrante della biosicurezza dell’allevamento.
È da questa prospettiva che presentiamo il workshop “Biosicurezza in allevamento: mosche, roditori e performance dei suini”. I relatori del workshop saranno Michele Ruzza, Responsabile Ricerca e Sviluppo di Colkim e Dario Capizzi, Consulente Scientifico di Colkim.

Negli ultimi anni la biosicurezza negli allevamenti suinicoli è diventata sempre più centrale, anche in risposta all’evoluzione del quadro normativo europeo e nazionale, che ha rafforzato l’attenzione verso la prevenzione e la gestione del rischio sanitario. Questo percorso ha portato gli allevatori a sviluppare procedure sempre più articolate, con particolare attenzione alla separazione tra zone pulite e zone sporche, al controllo degli accessi e dei flussi di persone e materiali e alle misure igieniche. Tuttavia, c’è un elemento che non possiamo dimenticare: gli infestanti non conoscono le nostre regole di biosicurezza. Le mosche seguono dinamiche particolari: possono arrivare dall’esterno, ma ordinariamente si sviluppano direttamente all’interno dell’allevamento, trovando nella gestione delle deiezioni condizioni favorevoli alla riproduzione. Una volta presenti, si spostano liberamente tra ambienti e aree differenti, senza rispettare i percorsi e le separazioni definiti per operatori e materiali, contribuendo alla movimentazione di microrganismi e materiale contaminante. Anche i roditori sfuggono alle nostre separazioni. Un roditore non distingue una zona pulita da una zona sporca: può arrivare dall’esterno e penetrare negli ambienti dell’allevamento alla ricerca di cibo e riparo, oppure trovare rifugio direttamente nelle strutture, ad esempio nelle coibentazioni e nelle intercapedini delle coperture. La sua capacità di muoversi tra aree diverse rende difficile affidare la biosicurezza esclusivamente alla separazione degli ambienti.
Per comprendere meglio cosa significa ridurre la pressione di questi infestanti sul sistema di allevamento, nel workshop saranno presentati i risultati della prova in campo sviluppata da Colkim e Syngenta in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano. Lo studio, condotto in condizioni reali di allevamento, ha valutato il controllo di Musca domestica attraverso il confronto tra un ambiente trattato e uno di controllo, monitorando non solo la pressione delle mosche, ma anche parametri di salute e benessere degli animali, performance zootecniche e aspetti microbiologici ambientali. L’obiettivo è comprendere se la riduzione della pressione infestante possa essere associata a cambiamenti osservabili nell’ambiente e negli animali.
Accanto ai risultati della ricerca sulle mosche, il workshop porterà casi pratici e protocolli sviluppati per il controllo dei roditori negli allevamenti, illustrando come la strategia debba essere definita in funzione delle caratteristiche della struttura, delle modalità di infestazione e del livello di rischio.

La presenza di mosche e roditori, infatti, non ha lo stesso impatto in ogni allevamento. A determinarne il livello di rischio concorrono le caratteristiche strutturali, la gestione delle deiezioni, le condizioni ambientali, le modalità di alimentazione, la gestione di materiali e rifiuti e le condizioni igieniche. Per questo, la gestione degli infestanti richiede conoscenza del contesto, capacità di valutazione e competenze specifiche. Ogni figura coinvolta nella gestione dell’allevamento può contribuire, secondo il proprio ruolo e le proprie competenze, alla costruzione di una strategia efficace. Questo vale sia quando il controllo viene gestito direttamente dall’allevamento, sia quando viene affidato a imprese specializzate di Pest Management. In entrambi i casi, la corretta valutazione del rischio, una tecnica di intervento adeguata e la scelta dei prodotti e degli strumenti più appropriati sono fondamentali per ottenere risultati efficaci.